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  • Il pacchetto sicurezza: quando la demagogia vince sulla responsabilità di governo.

    Il dibattito degli ultimi giorni intorno alla necessità di salvare dalle conseguenze del decreto sicurezza colf e badanti straniere, di cui improvvisamente solo ora si riconosce l’importanza per le famiglie italiane, è il segno evidente di come questo governo agisca per demagogia e calcoli elettorali piuttosto che tenendo conto della realtà italiana e delle sue necessità.

  • Il ritorno al nucleare: una politica energetica anti-economica prima ancora che dannosa per l’ambiente.

    Il Senato ha approvato il ddl sviluppo che prevede il ritorno dell’Italia al nucleare stabilendo che entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge dovranno essere individuati i siti degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Il governo presenta l’energia nucleare come energia pulita e sostiene che contribuirà a ridurre significativamente le importazioni di energia dall’estero e comporterà un guadagno per i cittadini. In realtà l’energia nucleare non è pulita, né economica; l’unico guadagno certo sarà garantito alle imprese che si occuperanno della costruzione e gestione degli impianti, che divoreranno fondi pubblici dalla fase di costruzione delle centrali fino al loro smantellamento.

  • Le svolte di Tremonti

    Si dice che solo gli stupidi non cambino mai idea. Quindi non c'è nulla di strano se un signore dotato di buona intelligenza, come Giulio Tremonti, muti nel tempo radicalmente opinione su dazi, banche, regole, finanza, posto fisso. Quel che stupisce è che il ministro dell'Economia - invece di sottolineare la sua attitudine a cambiare idea quale conferma di una personale arguzia - presenti ogni volta le nuove opinioni come se fossero verità scolpite di cui lui per tutta la vita se ne è fatto e se ne farà testimone.

  • Nella politica occorrono più professionisti: nasce la prima Scuola di Formazione Politica dell’ Italia dei Valori Puglia.

    Spesso ci lamentiamo di avere politici inadeguati alla guida del Paese, incapaci di gestire la macchina amministrativa ed economica del Paese Italia.
    Gli altri Stati investono da sempre sulla cultura, sulle classi intellettuali.
    Le èlite politiche ed amministrative vengono costituite da specifiche scuole di formazione ( in Francia l’ ecole politique ha prodotto, nell'ultimo secolo, tre presidenti: Francois Mitterrand, Jacques Chirac e Georges Pompidou, in Messico negli ultimi venticinque anni, è arrivata a importanti incarichi di governo una tecnocrazia formatasi nelle migliori facoltà di economia degli Stati Uniti).  

    In Italia, invece, che eppure può vantare di antiche università dove la materia politica veniva trattata prima che Yale vedesse la luce, una prospettiva simile non è neanche pensabile. Perché la classe politica italiana premia più il servilismo di partito che la competenza, nella migliore delle ipotesi. Gli ultimi noti accadimenti narrano di escort e veline mancati onorevoli ed assessori.

  • Libro bianco su un anno di governo Berlusconi

    “La crisi economica era stata prevista in anticipo e le azioni messe in campo dal Governo sono sufficienti ed efficaci ad innescare la ripresa in Italia la cui posizione è migliore rispetto ad altri Paesi”
    Queste affermazioni del Governo si scontrano con la situazione descritta dagli indicatori economici (anche di fonte governativa stessa) a cui si fa riferimento nel seguente studio.

  • IL PROGRAMMA PER CAMBIARE L’ITALIA: SBLOCCARE, APRIRE, RINNOVARE TUTTO IL PAESE

    Presentiamo un programma di 14 punti per proporre riforme e interventi necessari al nostro paese. Sviluppo, equità, apertura e ambiente sono le parole chiave su cui puntare per tornare a crescere.