Proposte per un progetto di politiche economiche a sostegno dello sviluppo. Si distinguono quattro punti fermi: un piano di politica industriale coordinato a livello nazionale, una politica pubblica per l'accesso al credito delle imprese e per la crescita dimensionale delle stesse, nuovi criteri di efficienza per la pubblica amministrazione, forti interventi sul mercato del lavoro, sia migliorando il sistema degli ammortizzatori sociali sia garantendo una maggiore stabilità all'occupazione.
Poche donne lavorano in Italia. Siamo i penultimi in Europa, solo Malta ci segue, la Grecia e l’Ungheria ci precedono (dati Eurostat): in Italia riesce a lavorare solo il 46,1 per cento delle donne contro il 68,9 per cento degli uomini; al sud il tasso di occupazione femminile cala al 30,8 per cento (quello maschile si posiziona al 59,5 per cento, e quindi risulta molto più basso rispetto alla media nazionale).
Negli ultimi anni la carta prepagata si è affermata come mezzo di pagamento e strumento alternativo al conto corrente. Ne circolano parecchi milioni mentre in Europa ce ne sono in complesso poche centinaia di migliaia per lo più emesse da enti non bancari (grandi magazzini come regalo per fare lo shopping) o per utilizzi di trasferimento fondi (per gli immigranti).
Nel settembre 2008 il crack di Lehman Brothers, il colosso americano nei servizi finanziari, è divenuto tristemente noto come uno dei simboli storici della crisi economica mondiale. E’ la più grande bancarotta della storia americana, con i suoi debiti bancari per 613 miliardi di dollari, debiti obbligazionari per 155 miliardi. Gli effetti sono stati devastanti per la finanza e per l’economia mondiale. Anche l'Italia ha accusato il contraccolpo. Le conseguenze però sono state devastanti in particolare per le migliaia di piccoli risparmiatori che avevano acquistato dalle banche obbligazioni Lehman.
Spesso ci lamentiamo di avere politici inadeguati alla guida del Paese, incapaci di gestire la macchina amministrativa ed economica del Paese Italia.
Gli altri Stati investono da sempre sulla cultura, sulle classi intellettuali.
Le èlite politiche ed amministrative vengono costituite da specifiche scuole di formazione ( in Francia l’ ecole politique ha prodotto, nell'ultimo secolo, tre presidenti: Francois Mitterrand, Jacques Chirac e Georges Pompidou, in Messico negli ultimi venticinque anni, è arrivata a importanti incarichi di governo una tecnocrazia formatasi nelle migliori facoltà di economia degli Stati Uniti).
In Italia, invece, che eppure può vantare di antiche università dove la materia politica veniva trattata prima che Yale vedesse la luce, una prospettiva simile non è neanche pensabile. Perché la classe politica italiana premia più il servilismo di partito che la competenza, nella migliore delle ipotesi. Gli ultimi noti accadimenti narrano di escort e veline mancati onorevoli ed assessori.
Presentiamo un programma di 14 punti per proporre riforme e interventi necessari al nostro paese. Sviluppo, equità, apertura e ambiente sono le parole chiave su cui puntare per tornare a crescere.
La crisi economica è stata affrontata dai paesi sviluppati compiendo interventi mirati al salvataggio del sistema bancario a spese, è bene ricordarlo, dei contribuenti; sono stati migliaia i miliardi di dollari spesi per arginare il crollo del sistema bancario.
Eppure la maggior parte della popolazione mondiale non è minimamente sfiorata dalla crisi economica in atto. Il problema di “arrivare alla fine del mese” non viene contemplato affatto da chi deve preoccuparsi di arrivare alla fine della giornata.
Problemi del Mezzogiorno e politiche per lo sviluppo regionale sono i temi al centro del convegno organizzato da Bankitalia e tenutosi a Roma il 26 novembre alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
In apertura il Governatore Mario Draghi ha espresso la sua preoccupazione per i pesanti ritardi che gravano sulle regioni meridionali, “scarti allarmanti” rispetto al resto dell'Italia, che riguardano servizi essenziali come l'istruzione, la giustizia civile, i trasporti, la sanità.
Si dice che solo gli stupidi non cambino mai idea. Quindi non c'è nulla di strano se un signore dotato di buona intelligenza, come Giulio Tremonti, muti nel tempo radicalmente opinione su dazi, banche, regole, finanza, posto fisso. Quel che stupisce è che il ministro dell'Economia - invece di sottolineare la sua attitudine a cambiare idea quale conferma di una personale arguzia - presenti ogni volta le nuove opinioni come se fossero verità scolpite di cui lui per tutta la vita se ne è fatto e se ne farà testimone.
Il cosiddetto ‘Scudo Fiscale’ messo a punto dal Governo Berlusconi è stato giustamente definito in un recente post apparso su FOLDER ‘un’amnistia che premia gli evasori’. Il punto che ci preme maggiormente sottolineare è che però gli evasori sono anche elettori – così come alcuni politici sono al contempo evasori. Le plausibili ‘sinergie’ fra un certo tipo di elettorato e certi leader politici rappresentano una delle molte peculiarità della politica italiana dalle conseguenze potenzialmente nefaste.
Iscriviti per essere informato sugli aggiornamenti!
![]() |
Associazione Folder
Forum liberal-democratico per l'economia e le riforme |
