Diamo i numeri nasce dall’esigenza di voler mostrare la realtà così come emerge dai dati, in modo da avere un quadro che, seppur non molto dettagliato, permetta di cogliere alcuni problemi di fondo del sistema italiano. Nelle prossime settimane considereremo, di volta in volta, una macroarea d’intervento. In questo primo appuntamento analizziamo alcuni aspetti relativi alla situazione ambientale e alle politiche adottate nelle diverse regioni italiane.
Il Senato ha approvato il ddl sviluppo che prevede il ritorno dell’Italia al nucleare stabilendo che entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge dovranno essere individuati i siti degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Il governo presenta l’energia nucleare come energia pulita e sostiene che contribuirà a ridurre significativamente le importazioni di energia dall’estero e comporterà un guadagno per i cittadini. In realtà l’energia nucleare non è pulita, né economica; l’unico guadagno certo sarà garantito alle imprese che si occuperanno della costruzione e gestione degli impianti, che divoreranno fondi pubblici dalla fase di costruzione delle centrali fino al loro smantellamento.
La crisi economica è stata affrontata dai paesi sviluppati compiendo interventi mirati al salvataggio del sistema bancario a spese, è bene ricordarlo, dei contribuenti; sono stati migliaia i miliardi di dollari spesi per arginare il crollo del sistema bancario.
Eppure la maggior parte della popolazione mondiale non è minimamente sfiorata dalla crisi economica in atto. Il problema di “arrivare alla fine del mese” non viene contemplato affatto da chi deve preoccuparsi di arrivare alla fine della giornata.
Presentiamo un programma di 14 punti per proporre riforme e interventi necessari al nostro paese. Sviluppo, equità, apertura e ambiente sono le parole chiave su cui puntare per tornare a crescere.