Il Governo Berlusconi nelle ultime settimane ha più volte sottolineato che l’Italia non è e non deve essere un paese multietnico. Le considerazioni dal punto di vista culturale e sociale, in un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, possono facilmente bastare per smentire qualunque argomentazione che propenda per la chiusura di un paese al cittadino straniero. Se questo non dovesse essere sufficiente, anche le argomentazioni dal punto di vista meramente economico non mancano.
Il recente Rapporto Annuale dell’Istat offre l’occasione per sottolineare alcuni aspetti relativi alla popolazione straniera in Italia. Dall’analisi dei dati si possono trarre interessanti indicazioni su quali politiche adottare per facilitare l’integrazione.
Il dibattito degli ultimi giorni intorno alla necessità di salvare dalle conseguenze del decreto sicurezza colf e badanti straniere, di cui improvvisamente solo ora si riconosce l’importanza per le famiglie italiane, è il segno evidente di come questo governo agisca per demagogia e calcoli elettorali piuttosto che tenendo conto della realtà italiana e delle sue necessità.